Il National Institute of Health ha riassunto le attività di stretching in una frase: «Per evitare il calo di forza e prestazioni che negli atleti può derivare dallo stretching statico prima di una gara o di un’attività, si raccomanda lo stretching dinamico per il riscaldamento.»
Ma qual è la differenza tra stretching «statico» e «dinamico», e ha importanza?
«Lo stretching statico, in cui una determinata posizione viene mantenuta con il muscolo in tensione fino a una sensazione di allungamento, e ripetuta.»
«Esistono 2 tipi di stretching dinamico: attivo e balistico. Lo stretching attivo consiste generalmente nel muovere un arto attraverso l’intera ampiezza di movimento fino alla posizione finale, ripetendo il gesto più volte. Lo stretching balistico comprende movimenti rapidi e alternati, o «rimbalzi», a fine ampiezza di movimento; tuttavia, a causa del maggiore rischio di infortunio, lo stretching balistico non è più raccomandato.»
In altre parole, è meglio fare stretching in modo attivo, muovendo gli arti lungo tutta la loro ampiezza di movimento. È esattamente questo il tipo di stretching dinamico che avviene durante il rebounding.
Potete leggere di più in «CURRENT CONCEPTS IN MUSCLE STRETCHING FOR EXERCISE AND REHABILITATION» di Phil Page, PT, PhD, ATC, CSCS, FACSM.
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